Ringraziamo il cielo! Abbiamo in Italia degli attivi difensori della morale pubblica, paladini della cristianità e salvatori della patria dalla perversione dilagante.
Grazie messere, Luca Volontè, capogruppo Udc alla Camera, per la sua crociata di moralizzazione!
Stiamo parlando del simpatico videogame ”Operazione Pretofilia”, che vi segnalai alcuni giorni fa. Questo “onorevole”, lo ha definito “Provocatorio e offensivo: l’ennesimo attacco alle istituzioni religiose e alla fede cristiana. Il Governo provveda con urgenza a oscurare il sito che consente di scaricare ‘Operazione pretofilia’, ‘gioco-flash’ scaricabile da Internet che riproduce la simulazione di stupri su bambini, da parte di preti, non ostacolati da genitori intimiditi e omertosi”. Il testo completo del comunicato qui.
Questo signore non sa nemmeno quello che dice! Se a seguito del verificarsi di situazioni REALI, come quella rappresentata nel gioco, la chiesa per prima si giustifica dicendo che “la chiesa è fatta dagli uomini“, non vedo nessun motivo per cui la fede cristiana debba sentirsi attaccata se alcuni uomini della sua istituzione sbagliano, e su questi sbagli qualcuno fa ironia e satira.
Concordo pienamente con gli ideatori del provocatorio gioco che hanno diramato un comunicato di risposta: “… Ma se quei bambini virtuali, alti appena una manciata di pixel, fossero stati seviziati e divorati da perfidi alieni, l’onorevole Volontè si sarebbe scomodato in loro difesa? Non sarà forse il riferimento tragicamente reale, più che la qualità della rappresentazione, a dar tanto fastidio ai cattolici?…” (aggiungerei “bigotti”). Se volete potete leggervi la nota di risposta qui.
La pedofilia è qualcosa di grave. La pedofilia ad opera di preti è peggiore. Vogliamo fare un paragone? Uccidere un bambino è una cosa grave. Se ad uccidere il bambino è sua madre è molto più grave!
L’esistenza dei pedofili è risaputa e che va combattuta, in generale. Il documentario sui preti pedofili (quello mostrato anche da Santoro sulla rai) a cui si ispira il gioco ha fatto tanto discutere. La chiesa si difende dicendo di non focalizzare l’attenzione sui preti ma sulla pedofilia in generale. Ma secondo me è giusto puntare il dito contro questa più grave situazione. Le mamme mandano i loro bambini in parrocchia credendolo un luogo in cui saranni al sicuro. Ma, evidentemente, alcune volte non è così. Questo gioco mette in mostra, seppur cruda, la realtà. Che non possiamo far finta che non esista. Ho cercato sul sito delle iene (senza trovarlo) un servizio di alcuni anni fa in cui una Iena fingendosi la mamma di un bambino abusato dal suo prete, si rivolgeva, per avere consiglio, ad altri preti (munita di telecamera nascosta). Tutti le consigliavano di non raccontare nulla a nessuno (tantomeno al marito o alla polizia), di non alzare inutili polveroni e di dimenticare l’accaduto.
VERGOGNA! Queste sono le cose che devono offendere la morale cristiana e non un videogame satirico!
Ben vengano, giochi come questo. Che servono a far parlare di un problema (invece di cercare di occultarlo). Anzi lo ritengo addirittura educativo, perchè insegna ai bambini che sotto un abito nero non sempre si nasconde un amico. E agli adulti, ai genitori, ad essere più attenti ai messaggi lanciati dai loro bambini e a non farsi intimorire in situazioni come queste.
Il giochino censurato su Molleindustria è disponibile in migliaia di siti e blog. Uno dei punti di forza della Rete è, infatti, che non si può facilmente censurare. Se si chiude da una parte, le cose rispuntano da un’altra parte. Se ciò è un bene per la libertà di informazione, a volte può essere nocivo. Come nel caso del sito dell’Orgoglio pedofilo, oscurato in Italia, ma raggiungibile con un apposito link inserito in alcuni siti pedofili. Ovviamente vale la pena correre il rischio affinchè ci sia piena libertà di informazione, ma in questo caso è difficile pronunciarsi perchè in ballo c’è la questione spinosa della pedofilia e nel caso del giochino degli abusi contro i minori all’interno della Chiesa.
Da: salpetti su 1 Luglio 2007
alle 7:15 pm
Ciao salpetti. Ti ringrazio per il tuo post.
Concordo pienamente con te sul fatto che valga la pena correre qualche rischio in nome della libertà di informazione. Qualsiasi libertà va tutelata. Ovviamente la libertà di ciascuno termina là dove inizia la libertà dell’altro. Quindi vanno censurati atti pedofili (anzi puniti) perchè ledono la libertà dei minori di vivere serenamente la loro infanzia. Non credo debbano essere censurati contenitori pedofili (non le raccolte di materiale pedoporno. Mi riferisco a luoghi di dialogo ed espressione del proprio pendiero). Sono consapevole del fatto che dal pararne al farlo il passo sia breve e si corre su un filo di lama. Ma ritengo che la libertà di espressione del proprio pensiero sia una conquista troppo grande perchè ormai si possa tornare indietro ad un regime censorio. Per quel che riguarda il gioco: non si può far finta che un problema esista. Non generalizzo (perchè non mi piace farlo). Ma preti pedofici ce ne sono!
E se può servire a far si che se ne parli e che la chiesa chieda scusa per aver taciuto, nascosto e protetto queste sue “pecorelle” e si decida a farle punire (non dalla legge di Dio ma dalla legge degli uomini): ben venga anche l’operazione pretofilia!
Da: Rocco su 2 Luglio 2007
alle 11:41 am